Caratteristiche botaniche
La vite è un arbusto rampicante con portamento naturale irregolare,
generalmente determinato dalla forma di allevamento; è una specie caducifoglia
che entra in riposo vegetativo durante l’inverno.
Di seguito vengono brevemente illustrate la morfologia delle strutture legnose
dell’arbusto ed i suoi organi vegetativi e riproduttivi.
Nelle viti nate da seme la radice è fittonante, ma ordinariamente, poiché la
propagazione è eseguita per parti vegetative (talea innestata), le radici sono
esclusivamente fascicolate, interessando principalmente lo strato di terreno
compreso tra i 30 e gli 80 cm dalla superficie; qualora il suolo lo consenta
esse possono approfondirsi per diversi metri in profondità sopravvivendo a
periodi prolungati di siccità.
Il tronco, detto anche fusto o ceppo, è il supporto della pianta e può essere
più o meno sviluppato a seconda della forma di allevamento. Sono necessari
quasi sempre dei supporti per la sua strutturazione, infatti la vite è una
liana che mantiene sempre un certo grado di elasticità. Il ceppo è rivestito da
una corteccia, il ritidoma, che nella Vitis vinifera si può staccare a strisce
longitudinali. Sul fusto si inseriscono le branche (rami di più anni).
Le branche sono strutture legnose che hanno la stessa età del tronco o un anno
di meno rispetto ad esso e si dipartono dallo stesso. Sono costituite da legno
vecchio con più di due anni di età. Quando si tratta di branche di grandi
dimensioni poste sull’orizzontale si parla di cordoni permanenti, sui quali si
inseriscono direttamente i rami di un anno, detti anche tralci, capi a frutto o
sarmenti.
Il capo a frutto è una struttura a lignificazione pressocchè completa (il
tralcio ancora verde, non lignificato e con attaccate le foglie è detto
germoglio) e, in fase di riposo vegetativo, costituita da una serie di
internodi e di nodi; è poco ramificato ma può allungarsi per qualche metro,
nella parte iniziale gli internodi sono corti, mentre risultano più distanziati
tra loro in quella intermedia e finale.
Le gemme si distinguono in ibernanti o dormienti, pronte e latenti. Le prime si
trovano sul nodo del tralcio e, a partire dalla ripresa vegetativa primaverile,
daranno vita alle strutture produttive; le gemme dormienti si differenziano la
primavera precedente e contengono il germoglio già preformato. Le gemme latenti
sono inserite sul fusto o sulle branche e danno vita a germogli poco
produttivi, possono aprirsi dopo un numero indefinito di anni. Su un germoglio
in crescita, in prossimità delle gemme ibernanti, le quali si schiuderanno
l’anno successivo, ci sono le gemme pronte che originano germogli sterili o
poco produttivi nello stesso anno della ripresa vegetativa. Tutte le gemme
della vite sono miste, con formazione di germogli ed infiorescenze.
Le foglie, dotate di un lungo picciolo, sono grandi e palmate, con lembo intero
o suddiviso in 3-5 lobi, di colore verde più o meno intenso a seconda della
varietà, mentre la pagina inferiore è più chiara e può essere ricoperta di
peli. Su un germoglio le foglie sono posizionate in prossimità dei nodi, in
maniera alterna e distica (una foglia è nella stessa posizione ogni 2 nodi).
L’infiorescenza della vite è un grappolo composto inserito sul nodo dalla parte
opposta della foglia. Generalmente su un germoglio ci sono da 1 a 3 grappoli collocati
dal 2° al 7° nodo; dopo l’ultimo grappolo, sempre nella stessa posizione, si
distribuiscono i viticci o cirri che sono organi aventi uno sviluppo a spirale
elicoidale e permettono l'ancoraggio del germoglio ad un supporto di qualsiasi
natura. Il grappolo è costituito da un asse centrale detto rachide, sul quale
si inseriscono ramificazioni laterali, dette racimoli, che portano i fiori.
Il fiore è ermafrodita nella maggior parte dei vitigni (varietà di vite), nel
caso di alcune cultivar come Lambrusco di Sorbara, Picolit e Moscato rosa è
femminile, quindi necessita di impollinazione incrociata di altre varietà,
avviene sia mediante il vento che gli insetti pronubi (api), mentre è maschile
nelle viti americane da portainnesto.
Il frutto è una bacca, detta anche acino, portata da un pedicello che lo
collega ai racimoli; il colore varia, secondo il vitigno, dal verde al giallo,
dal roseo al rosso-violaceo, dal nero o al nero-bluastro.
La buccia o epicarpo è ricca di sostanze coloranti, tanniche ed aromatiche;
inoltre è ricoperta da una sostanza cerosa detta pruina. La polpa o mesocarpo è
formata da grosse cellule a parete sottile, da cui si estrae il mosto ricco di
zuccheri ed acidi organici. L’endocarpo di solito è costituito da 4 semi o
vinaccioli che non si sono formati nelle uve apirene in quanto il frutto si è
originato in assenza della fecondazione.